Aggiornato il 11 ottobre 2026

Come scegliere un hosting: la checklist in 10 punti

Per scegliere un hosting confronta il costo in 3 anni (non la promo), controlla IVA e durata del contratto, dove sono i datacenter, quanti giorni di backup puoi recuperare e se il supporto risponde in italiano. Poi verifica rimborso, pannello, risorse e migrazione.

Come scegliere un hostingCos'è l'hostingCondiviso, VPS, cloud o dedicatoHosting per un blog

Prima della checklist: che tipo di hosting ti serve

Il primo passo non riguarda il provider ma la formula. Un sito vetrina, un blog o un piccolo negozio stanno bene su un hosting condiviso o su un piano WordPress; un'applicazione, un gestionale o molti siti con esigenze diverse possono richiedere un VPS o un cloud. Se non hai chiaro il confine, leggi prima la guida condiviso, VPS, cloud o dedicato. Una volta scelta la formula, i dieci controlli qui sotto valgono per qualsiasi offerta.

La checklist

1. Il costo in 3 anni, non il prezzo d'ingresso

Il prezzo in vetrina è quasi sempre una promo per il primo periodo. Per confrontare offerte diverse calcola il costo medio su 36 mesi: (prezzo promo x mesi in promo + rinnovo x mesi restanti) / 36. Con questo calcolo i piani base più convenienti del nostro confronto stanno tra 1 e 3 € al mese IVA esclusa, e l'ordine cambia parecchio rispetto alla vetrina. Trovi il calcolo già fatto nella pagina sull'hosting economico.

2. Il prezzo di rinnovo

È la voce che decide la spesa vera. Sui piani base del confronto il rinnovo va da poco più della promo (Netsons, OVHcloud) a oltre cinque volte tanto (SiteGround StartUp). Hetzner non fa promo: il prezzo è lo stesso dal primo mese. Se un provider non pubblica il rinnovo, come Serverplan sullo Starterkit, chiedilo prima di ordinare. Approfondimento nella guida sul prezzo di rinnovo dell'hosting.

3. La durata del contratto

Le promo non durano tutte uguale: 12 mesi è la formula più comune, IONOS applica 6 mesi sulla maggior parte dei piani, Hostinger tiene il prezzo promo per 48 mesi ma solo se li paghi in anticipo. Una promo lunga abbassa la media, ma blocca subito il budget di anni.

4. L'IVA

Quasi tutti i provider mostrano i prezzi IVA esclusa. Se acquisti da privato aggiungi il 22%; se hai partita IVA controlla che la fattura sia intestata correttamente. Su Hetzner la pagina dei prezzi non specifica se l'IVA è inclusa e mostra un selettore del paese: verifica il totale nel carrello.

5. Dove sono i datacenter

Aruba, Keliweb, Netsons, Serverplan e OVHcloud dichiarano datacenter in Italia; Hostinger, IONOS, Contabo e Hetzner li hanno in altri paesi, europei e non. Un server vicino ai visitatori riduce la latenza, e tenere i dati in Italia o nell'Unione europea può semplificare il rapporto con i tuoi clienti. Il tema è spiegato, senza sostituire una consulenza legale, nella guida su datacenter in Italia e GDPR.

6. I backup

Due numeri contano: ogni quanto viene fatta la copia e per quanti giorni resta disponibile. Le differenze sono grandi. Il piano Premium di Hostinger ha backup settimanali; Register.it dichiara ripristino fino a 28 giorni, OVHcloud fino a 30 giorni sul web hosting, SiteGround backup giornalieri con 30 giorni di cronologia, Netsons JetBackup fino a 31 punti di ripristino. Su Keliweb il Backup Plus 48h è gratuito, il backup manuale è un'opzione a pagamento. Cosa chiedere e come provare un ripristino è nella guida sul backup dell'hosting.

7. Il supporto in italiano

Quando il sito non si apre, conta chi risponde e quando. Aruba dichiara assistenza 24/7 via chat, telefono e ticket; Hostinger chat 24/7 in italiano ma non telefono; Netsons chat e telefono in orari estesi, non H24; Register.it telefono tutti i giorni dalle 9 alle 18. Contabo indica un supporto in inglese, Hetzner e SiteGround non dichiarano l'italiano.

8. Il rimborso

Una garanzia "soddisfatti o rimborsati" ti permette di provare il servizio. Hostinger, IONOS, Netsons, Register.it, Serverplan e SiteGround dichiarano 30 giorni (SiteGround 14 sul cloud). Aruba, Keliweb e OVHcloud non riportano una garanzia di rimborso sulle pagine che abbiamo consultato. Leggi sempre le esclusioni: domini e alcuni servizi aggiuntivi di solito non sono rimborsabili.

9. Il pannello di controllo

Il pannello è lo strumento che userai ogni volta che crei una casella email o installi WordPress. Netsons e Serverplan usano cPanel, Hostinger il suo hPanel, SiteGround Site Tools, Aruba e Register.it pannelli proprietari. cPanel è diffuso e rende più facile cambiare provider; un pannello proprietario può essere più semplice ma ti lega di più. Differenze e casi d'uso nella guida su cPanel e Plesk.

10. Risorse e migrazione

Controlla quanti siti ammette il piano (diversi piani base ne permettono uno solo), lo spazio disco e, quando il provider li dichiara, CPU, RAM e limiti di processi. Se hai già un sito, verifica la migrazione: Hostinger, SiteGround e Serverplan la dichiarano gratuita, Keliweb assistita su tutti i piani Linux, Register.it gratuita solo per siti WordPress, Netsons self-service dal pannello oppure assistita. La procedura passo per passo è nella guida su come trasferire un sito.

La checklist in una tabella

ControlloDomanda da fartiSegnale d'allarme
Costo in 3 anniQuanto spendo in media al mese su 36 mesi?Rinnovo non pubblicato
RinnovoQuanto pago dopo la promo?Rinnovo oltre 3-5 volte la promo
DurataQuanti mesi devo pagare subito?Promo valida solo con anni prepagati
IVAIl prezzo è IVA inclusa?IVA non indicata
DatacenterIn che paese stanno i dati?Località non dichiarata
BackupOgni quanto e per quanti giorni?Backup a pagamento o solo settimanali
SupportoQuando e in che lingua rispondono?Solo inglese, solo ticket
RimborsoPosso disdire nei primi giorni?Nessuna garanzia dichiarata
PannelloQuale pannello userò?Nessuna informazione prima dell'acquisto
Risorse e migrazioneQuanti siti, quanto spazio, chi sposta il sito?Un solo sito, migrazione a pagamento

Le recensioni contano, ma con giudizio

Il voto su Trustpilot è un segnale utile, soprattutto quando le recensioni sono migliaia. Tra i provider del confronto Serverplan ha 4,9 su 5 con quasi 7.000 recensioni, Keliweb 3,9 con meno di mille. Ricorda però che un voto medio non dice nulla sul piano che stai comprando: usalo per scremare, non per decidere da solo.

Come usiamo questi criteri

La classifica del sito applica gli stessi controlli a tutti i provider, usando solo i dati pubblicati sulle loro pagine e i voti Trustpilot: il dettaglio dei pesi è nella pagina sulla metodologia. Se vuoi vedere tutti i provider affiancati su questi punti, apri il confronto hosting; se preferisci partire dai migliori risultati, la classifica generale è nella pagina sul miglior hosting in Italia.

Domande frequenti

Come scegliere un hosting per il proprio sito?
Scegli prima la formula (condiviso, VPS, cloud), poi confronta il costo in 3 anni con i rinnovi, l'IVA, i datacenter, i giorni di backup, il supporto in italiano, il rimborso e il pannello.
Cosa guardare oltre al prezzo?
Il prezzo di rinnovo, la durata della promo, la frequenza e la conservazione dei backup, gli orari e la lingua del supporto e se il provider ti aiuta a migrare il sito.
Meglio un hosting italiano?
Un datacenter in Italia avvicina il server ai visitatori italiani e tiene i dati nel paese. Non è obbligatorio: anche un datacenter in un altro paese UE può andare bene. Conta di più cosa offre il piano.
Conviene pagare più anni in anticipo?
Abbassa la media mensile se la promo copre tutto il periodo, ma blocca subito il budget. Ha senso solo se sei sicuro di restare con quel provider.
Il rimborso di 30 giorni vale su tutto?
No. Di solito esclude domini e alcuni servizi aggiuntivi, e su certi prodotti la finestra è più breve: SiteGround, per esempio, indica 14 giorni sul cloud.