Cos'è l'hosting condiviso
Con un hosting condiviso (in inglese shared hosting) il tuo sito vive su un server insieme ai siti di
altri clienti. Processore, memoria e dischi sono in comune; il provider si occupa del sistema operativo, degli
aggiornamenti di sicurezza, del web server e della posta. Tu ricevi uno spazio, un pannello di controllo, qualche
database e un certo numero di caselle email.
È la formula più diffusa perché costa poco e non richiede competenze da sistemista. Per un sito vetrina, un
blog, il sito di uno studio professionale o un piccolo progetto personale è quasi sempre la scelta giusta. Se
vuoi ripassare le basi prima di confrontare i piani, c'è la guida su come funziona un
hosting.
Hosting condiviso o VPS: la differenza in pratica
La domanda "hosting condiviso o VPS?" torna spesso, soprattutto ora che alcuni server virtuali costano quanto
un buon piano shared. Aruba, per esempio, pubblica Cloud VPS a partire da 2-3 € al mese IVA esclusa. Il prezzo
però non dice tutto: con un VPS ricevi una macchina tua, ma diventi anche tu il responsabile di quello che ci
gira sopra.
| Hosting condiviso | VPS |
| Chi gestisce il server | Il provider | Tu, salvo VPS gestiti |
| Risorse | Condivise, con limiti per account | Assegnate alla tua macchina |
| Accesso root | No | Sì |
| Pannello | Incluso (cPanel o proprietario) | Spesso da installare o a pagamento |
| Aggiornamenti e sicurezza | Del provider | Tuoi |
| Per chi è | Siti vetrina, blog, piccoli negozi | Applicazioni, molti siti, software su misura |
In breve: se non sai cosa sia un accesso SSH e non ti serve installare software particolari, resta sullo
shared. Se invece hai bisogno di risorse garantite o di configurare il server a modo tuo, guarda la
classifica dei VPS. La guida su condiviso, VPS, cloud e dedicato
spiega anche le soluzioni intermedie, come il cloud e i server fisici.
I limiti da leggere nella scheda del piano
Nelle pagine dei provider la parola più usata è "illimitato". Spazio, traffico, email illimitati: in un
ambiente condiviso, però, nessuna risorsa è davvero infinita. Hostinger lo scrive chiaramente: le funzioni
illimitate sono soggette a una politica di utilizzo corretto. Prima di scegliere guarda questi numeri:
- Numero di siti. SiteGround StartUp, Web Hosting Starter di Register.it, i primi tre piani condivisi di
SupportHost e GoDaddy Economy ospitano un solo sito;
il piano Personale di OVHcloud arriva a 15, i piani Web Hosting di IONOS non hanno un limite dichiarato.
- CPU e RAM. Pochi provider le dichiarano per i piani shared. Keliweb indica vCore e RAM di ogni piano,
Hostinger anche inode e PHP worker. Quando il dato manca, non c'è modo di confrontare la potenza.
- Processi PHP e database. Hetzner indica i processi PHP contemporanei: 2 sul piano S, 20 sul piano XL.
Su un sito con molti visitatori nello stesso momento è un limite che si sente.
- Spazio per casella email. Aruba dà caselle da 1 GB, Netsons da 2 a 15 GB a seconda del piano. Se usi
molto la posta, controlla questo numero prima dello spazio web.
Backup e sicurezza sui piani shared
Sul condiviso il backup lo fa il provider, ma con regole molto diverse. SiteGround conserva copie giornaliere
per 30 giorni, Register.it permette il ripristino in un clic fino a 28 giorni, Serverplan fa un backup
giornaliero di sito, posta e database ripristinabile dal pannello. Keliweb include Backup Plus 48h, Hostinger
sul piano Premium solo copie settimanali. Quanto agli altri, SupportHost tiene 30 giorni di copie giornaliere
su un datacenter esterno, Ergonet da 15 a 60 giorni secondo il piano, VHosting 14 giorni sul Low Cost, Cloud86 7
giorni, mentre Shellrent sui piani base fa un backup settimanale. Per la sicurezza, molti piani includono un firewall applicativo o una
scansione antimalware: Imunify360 su Keliweb, Security Shield su Register.it, Bitninja su Serverplan, lo scanner
antimalware su IONOS. Quanti giorni di backup ti servono davvero lo spiega la guida sul
backup del sito.
Pannello di controllo: cPanel o proprietario
Il pannello è lo strumento che userai di più. Netsons, Serverplan, SupportHost e GoDaddy usano cPanel, lo
standard più diffuso, che ritrovi uguale anche se un giorno cambi provider. Cloud86 e il Low Cost di VHosting usano
Plesk. Hostinger ha sviluppato hPanel, SiteGround usa Site Tools, Aruba, Register.it, Shellrent (Manager) ed Ergonet
(WebPanel) hanno pannelli proprietari, Hetzner usa konsoleH. Un pannello proprietario non è un difetto,
ma rende il trasloco un po' meno automatico. Differenze e pro di ciascuno sono nella guida su
cPanel e Plesk.
Linux o Windows
Quasi tutto il web gira su hosting Linux con PHP e MySQL, ed è quello che ti serve per WordPress, Joomla o
PrestaShop. L'hosting Windows ha senso solo se il tuo sito è scritto in ASP o ASP.NET o usa database MSSQL. Tra i
provider del confronto lo offrono Aruba, Register.it e Serverplan; Aruba ha anche un piano Linux + Windows con doppio
puntamento.
Quando lo shared non basta più
Un hosting condiviso va bene finché il sito resta dentro i limiti del piano. Quando le pagine rallentano nelle
ore di punta, il pannello segnala che hai raggiunto il tetto di risorse o devi installare software che il
provider non consente, è il momento di salire di livello. Hai due strade: un piano shared superiore dello stesso
provider, spesso con più risorse e backup migliori, oppure un passaggio a un hosting gestito
o a un hosting cloud, dove le risorse crescono con il sito.
Attenzione al rinnovo. I piani shared più economici sono anche quelli con il
rinnovo più alto rispetto alla promo. Prima di confrontare le funzioni, guarda il costo medio in 3 anni nella
classifica o nella pagina sull'hosting economico.
Domande frequenti
Cos'è un hosting condiviso?
È un piano in cui più siti di clienti diversi condividono lo stesso server. Il provider gestisce il sistema, tu hai spazio, database, email e un pannello di controllo. È la soluzione più economica per mettere online un sito.
Meglio hosting condiviso o VPS?
Per un sito vetrina o un blog basta il condiviso: costa poco e non devi amministrare nulla. Il VPS serve se hai bisogno di accesso root, risorse garantite o software particolare, e sai gestire un server.
Un hosting condiviso è sicuro?
Sì, se il provider isola gli account e aggiorna il server. Molti piani includono firewall o scansione antimalware, come Imunify360 su Keliweb o Bitninja su Serverplan. Tieni comunque attivi i backup.
Posso usare WordPress su un hosting condiviso?
Sì, WordPress gira su qualsiasi hosting Linux con PHP e MySQL. I piani dedicati a WordPress aggiungono cache e strumenti specifici: li trovi nella
pagina sull'hosting WordPress.
Lo spazio illimitato è davvero illimitato?
No. In un server condiviso le risorse sono finite e i provider applicano limiti di utilizzo corretto. Più dello spazio contano CPU, RAM e processi PHP, che però pochi provider dichiarano.