Aggiornato il 11 ottobre 2026

Velocità dell'hosting: da cosa dipende e come verificarla

La velocità di un hosting dipende da cinque cose: tipo di dischi (NVMe o SSD), web server e cache, CDN, versione di PHP e risorse assegnate al tuo account, più la distanza del data center dai visitatori. Tutto il resto lo fa il sito stesso.

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Quanto conta l'hosting nella velocità di un sito

Quando una pagina si carica lentamente, la colpa viene data quasi sempre all'hosting. A volte è giusto, spesso no. Il tempo di caricamento si divide in due parti: quanto ci mette il server a preparare e spedire la prima risposta, e quanto ci mette il browser a scaricare e disegnare immagini, script e font. L'hosting pesa soprattutto sulla prima parte. Un tema pesante, immagini non compresse o venti plugin restano lenti su qualsiasi server.

Per questo, prima di cambiare provider, vale la pena capire quali leve sono davvero nelle mani dell'hosting. Sono cinque, e le trovi tutte (con nomi diversi) nelle pagine dei piani.

1. Dischi: NVMe o SSD

I dischi SSD hanno sostituito da anni i vecchi dischi meccanici. Gli NVMe sono SSD collegati in modo più diretto al processore e leggono e scrivono più in fretta. Per un sito dinamico, che legge di continuo file e database, la differenza si sente soprattutto quando ci sono molte richieste in contemporanea.

Oggi NVMe è diventato quasi uno standard nelle offerte: Serverplan dichiara dischi SSD NVMe su tutti i server e anche per i database, Register.it li indica sui nuovi piani Linux e WordPress, IONOS sui piani di web hosting, Keliweb sui piani Linux. Attenzione però ai piani d'ingresso: su Hostinger il piano Premium ha 20 GB su SSD, mentre NVMe compare dal piano Illimitato in su. Non è un dettaglio da cui dipende tutto, ma se due offerte costano uguale, NVMe è un punto a favore.

2. Web server e cache

Il web server è il software che risponde alle richieste dei browser. I nomi che troverai più spesso sono Apache, Nginx e LiteSpeed. La cache invece salva una copia delle pagine già generate, così il server non deve rifare tutto il lavoro di PHP e database a ogni visita. Su un sito WordPress la cache è spesso la singola leva più efficace.

Cosa dichiarano i provider del nostro confronto:

  • Hostinger usa LiteSpeed Web Server su tutta la piattaforma, con CloudLinux che isola ogni account sui piani condivisi.
  • Netsons indica LiteSpeed, LSCache e Redis sui piani WordPress e WooCommerce. Sul WooCommerce spiega anche che carrello e login restano dinamici mentre il catalogo viene servito dalla cache.
  • Serverplan propone VPS con LiteSpeed Enterprise, plugin LiteSpeed Cache e supporto HTTP/3.
  • Aruba ha HiSpeed Cache, una cache dinamica e statica che precarica le pagine più richieste.
  • Register.it e Hetzner usano Varnish e Redis come cache sui piani di hosting.
  • SiteGround ha una cache multilivello attiva di default su tutti i piani e la compressione Brotli.

LiteSpeed non è l'unica strada: Varnish, Redis e cache proprietarie fanno lo stesso mestiere. Conta che una cache ci sia e che il tuo CMS la sappia usare. Su WordPress significa avere il plugin giusto: con LiteSpeed è LiteSpeed Cache, con altre piattaforme il provider di solito ne indica uno suo. Se usi WordPress, trovi le differenze tra i piani nella pagina sul miglior hosting WordPress.

3. CDN: avvicinare i file ai visitatori

Una CDN (Content Delivery Network) copia immagini, CSS e script su server sparsi in vari paesi e li consegna dal nodo più vicino al visitatore. Serve molto se il pubblico è internazionale, meno se tutti i visitatori sono in Italia e il server è vicino.

La CDN è inclusa nei piani di Hostinger, SiteGround e Aruba e nei piani shared di OVHcloud. Su IONOS una CDN "Premium" o "Ultimate" compare dai piani superiori del web hosting. Netsons e Cloudways la vendono come servizio aggiuntivo. In alternativa puoi mettere davanti al sito un servizio CDN esterno, indipendente dall'hosting.

4. Versione di PHP

WordPress, Joomla, PrestaShop e la maggior parte dei CMS sono scritti in PHP. Ogni nuova versione di PHP tende a essere più efficiente della precedente, e le versioni troppo vecchie non ricevono più aggiornamenti di sicurezza. Controlla due cose: che il provider offra versioni recenti e che tu possa sceglierla da pannello. Netsons e Serverplan permettono di scegliere la versione per dominio da cPanel, Keliweb ha un'offerta Multi PHP, IONOS indica PHP 8.2-8.4 per WordPress. Dove la versione non è scritta, chiedila prima di comprare. Per progetti non PHP, guarda l'hosting per Node.js e Python.

5. Risorse: CPU, RAM e processi PHP

Su un hosting condiviso il server è diviso tra molti clienti. Le risorse assegnate a te stabiliscono quante visite il sito regge prima di rallentare o di andare in errore. I provider non le dichiarano tutti, ma quando lo fanno conviene leggerle:

ProviderCosa dichiara sulle risorse
HostingerCore CPU, GB di RAM e numero di PHP worker per piano; più risorse a ogni gradino
HetznerNumero di processi PHP contemporanei, da 2 sul piano S a 20 sul piano più grande
Register.itMemoria PHP sui piani WordPress, da 256 MB a 1 GB
IONOS"Accesso standard", "esteso" o "5 volte superiore" alle risorse del server, senza numeri

Il segnale da cogliere è questo: un piano base "illimitato" su spazio e traffico ha comunque un tetto su CPU e processi. Quando il sito cresce, il collo di bottiglia diventa quello, e la soluzione è salire di piano o passare a un server VPS con risorse dedicate. La differenza tra le formule è spiegata nella guida su condiviso, VPS, cloud e dedicato.

Il data center: la distanza conta

Ogni richiesta deve viaggiare dal browser al server e ritorno. Se il pubblico è in Italia, un server in Italia o in un paese vicino riduce questo tempo di viaggio. Tra i provider del confronto dichiarano data center in Italia Aruba (Arezzo, area di Milano e Roma), Keliweb, Netsons, Serverplan e OVHcloud, che elenca una Region a Milano senza indicare quali prodotti ospiti. Hostinger ha data center in Francia, Germania, Lituania, Paesi Bassi e Regno Unito, Hetzner in Germania e Finlandia. SiteGround usa Google Cloud ma non elenca le città.

Un server all'estero ma in Europa centrale non è per forza lento per un visitatore italiano, e una CDN attenua la distanza. Ma a parità di tutto il resto, più vicino è meglio. Sul data center pesano anche questioni di privacy, trattate nella guida su data center in Italia e GDPR.

Diffida dei numeri di velocità in vetrina

Molti provider pubblicano percentuali e millisecondi: "fino a 5 volte più veloce", "pagine in millisecondi", "PHP più veloce del 30%". Sono dichiarazioni del provider, misurate con criteri suoi e non confrontabili tra loro. Noi non le usiamo per ordinare le classifiche e non pubblichiamo misure nostre: guardiamo quali tecnologie ogni piano dichiara. I criteri sono spiegati nella pagina sulla metodologia.

Come verificare tu la velocità

  1. PageSpeed Insights. Lo strumento gratuito di Google analizza una pagina e mostra i Core Web Vitals. Se il sito ha abbastanza visite, vedi anche i dati reali degli utenti di Chrome, che contano più del test di laboratorio.
  2. TTFB (Time To First Byte). È il tempo che passa prima che il server inizi a rispondere: è la parte che dipende di più dall'hosting. Lo trovi nei dettagli di PageSpeed Insights o nella scheda Rete degli strumenti per sviluppatori del browser.
  3. Ripeti la misura. Fai più prove, a orari diversi, e su più pagine: home, una pagina interna, un articolo. Un solo test dice poco.
  4. Separa server e sito. Se il TTFB è basso ma la pagina è lenta, il problema sono immagini, script e tema, non l'hosting. Se il TTFB è alto anche con la cache attiva, allora sì, il server o il piano sono il limite.

Prima di cambiare provider per lentezza, controlla che la cache sia attiva, che PHP sia aggiornato e che le immagini siano compresse. Se dopo questi passi il TTFB resta alto, valuta un piano superiore o un altro hosting, seguendo la guida su come trasferire il sito.

Checklist veloce prima di comprare

  • Dischi NVMe anche sul piano che compri, non solo su quelli superiori
  • Cache lato server (LiteSpeed, Varnish, Redis o proprietaria) e plugin compatibile col tuo CMS
  • CDN inclusa o facile da aggiungere, se il pubblico non è solo italiano
  • Versione di PHP recente e selezionabile
  • Risorse dichiarate (CPU, RAM, processi) e non solo "spazio illimitato"
  • Data center vicino ai tuoi visitatori

Per mettere tutto insieme a prezzo, rinnovo e assistenza, parti dalla guida su come scegliere un hosting o dalla classifica dei migliori hosting.

Domande frequenti

Un hosting con LiteSpeed è sempre più veloce?
No. LiteSpeed con la sua cache è una buona base, ma anche Varnish, Redis o cache proprietarie fanno lo stesso lavoro. Conta che la cache ci sia e che il tuo CMS la usi correttamente.
NVMe o SSD: quanto cambia?
Gli NVMe leggono e scrivono più in fretta degli SSD tradizionali e aiutano i siti dinamici con molte richieste. Su un piccolo sito vetrina la differenza è meno evidente di quella data da cache e PHP.
Mi serve una CDN se il pubblico è italiano?
Non è indispensabile se il server è in Italia o vicino. Diventa utile con visitatori da più paesi o con molte immagini. Diversi provider la includono già nel piano.
Come capisco se la lentezza dipende dall'hosting?
Guarda il TTFB in PageSpeed Insights o negli strumenti del browser. Se è alto anche con la cache attiva, il limite è il server; se è basso ma la pagina è lenta, il problema è il sito.
Un data center in Italia rende il sito più veloce?
Riduce la distanza per i visitatori italiani, quindi a parità di tutto il resto aiuta. Un server in Europa con una CDN può comunque dare tempi buoni.