Aggiornato il 11 ottobre 2026

Uptime e SLA dell'hosting: cosa garantisce davvero il 99,9%

Un uptime del 99,9% ammette circa 43 minuti di down in un mese di 30 giorni e quasi 9 ore in un anno. Conta però solo se è scritto in uno SLA, con un rimborso o un credito quando il provider non lo rispetta.

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Cos'è l'uptime e come si misura

L'uptime è la percentuale di tempo in cui un servizio è raggiungibile e funziona. Il resto è downtime: il sito non risponde, il server è spento, la rete non arriva. Detto così sembra semplice, ma per capire una promessa di uptime servono tre informazioni che il numero da solo non dice:

  • Su che periodo si calcola. Un 99,9% al mese e un 99,9% all'anno non sono la stessa cosa: su base annua il provider può concentrare tutto il down consentito in pochi giorni.
  • Cosa viene misurato. La rete, l'alimentazione elettrica, il server o il singolo sito? Un provider può garantire la rete al 99,99% mentre il tuo sito è fermo per un problema del server condiviso.
  • Cosa è escluso. Quasi sempre manutenzioni programmate, attacchi e errori del cliente non contano come downtime.

99,9%, 99,99%, 99,999%: i minuti di down in chiaro

La differenza tra una cifra e l'altra sembra minima, ma in tempo reale è grande. Calcolo su un mese di 30 giorni (43.200 minuti) e su un anno di 365 giorni (525.600 minuti):

UptimeDown massimo al meseDown massimo all'anno
99,5%3 ore e 36 minuti43 ore e 48 minuti
99,9%43 minuti e 12 secondi8 ore e 46 minuti circa
99,99%4 minuti e 19 secondi circa52 minuti e 34 secondi circa
99,996%1 minuto e 44 secondi circa21 minuti circa
99,999%26 secondi circa5 minuti e 15 secondi circa

La formula è semplice: minuti del periodo x (100 - uptime) / 100. Per un mese di 31 giorni il 99,9% diventa circa 44,6 minuti. Per un sito vetrina 40 minuti di down al mese, magari di notte, passano inosservati. Per un negozio online in un giorno di saldi possono costare ordini veri: chi vende online trova più indicazioni nella pagina sull'hosting per e-commerce.

SLA e marketing: due cose diverse

Uno SLA (Service Level Agreement) è un impegno contrattuale: il provider dichiara un livello di servizio e cosa ti riconosce se non lo raggiunge. Un "uptime del 99,99%" scritto in un banner, invece, è una frase promozionale: descrive com'è andata o come il provider vorrebbe che andasse, ma non ti dà nessun diritto.

Lo si vede bene quando lo stesso provider usa cifre diverse su pagine diverse:

  • Hostinger: nelle FAQ della pagina Tecnologia garantisce il 99,9% per mese di calendario ai sensi dello SLA; sulla stessa pagina compare anche "uptime del 99,99%". Fa fede il 99,9% dello SLA. Dettagli nella recensione di Hostinger.
  • Keliweb: la pagina SLA garantisce il 99,99% annuo sulla connettività, mentre le pagine hosting ed email parlano di "SLA annuale del 99,9%".
  • Contabo: la home dichiara il 99,996% di uptime, le pagine VPS e VDS il 99,9%.

Le cifre non sono per forza in contraddizione: possono riferirsi a cose diverse, come la rete o il servizio nel suo complesso. Proprio per questo, quando confronti due provider, guarda il numero scritto nello SLA o nelle condizioni contrattuali, non quello della pubblicità.

Rimborsi e crediti: cosa promettono i provider

Uno SLA vale quanto la compensazione che prevede. Ecco cosa dichiarano le pagine dei provider del confronto:

ProviderUptime dichiaratoCompensazione se non rispettato
Hostinger99,9% al mese (SLA)Credito del 5% del canone mensile per acquisti futuri, reclamo entro 30 giorni
Keliweb99,99% annuo sulla reteServizi gestiti: niente sotto 8 ore, 10% del canone mensile oltre 8 ore, 20% oltre 24 ore, come credito sul rinnovo. Non gestiti: niente sotto 12 ore, 10% del canone annuale oltre
Register.it99,999% rete, 100% alimentazione (SLA server)Un giorno di credito per ogni ora di disservizio, richiesta entro 15 giorni via ticket
Hetzner Cloud99,9% (SLA)Crediti definiti in caso di malfunzionamento, importi non riportati sulla pagina
Serverplan99,99% su hosting Linux e WindowsNon indicata sulle pagine lette
IONOS VPS99,99% di disponibilitàNon indicata sulle pagine lette
SiteGround99,9%Non indicata sulle pagine lette

Due osservazioni. La prima: i crediti sono piccoli rispetto al danno possibile. Il 5% di un canone mensile di pochi euro è qualche centesimo, e serve solo per acquisti futuri. La seconda: le soglie contano più delle percentuali. Il 99,99% annuo di Keliweb corrisponde a meno di un'ora di down all'anno, ma sui servizi non gestiti il rimborso scatta solo dopo 12 ore consecutive. Register.it, sui server, prevede una compensazione più generosa, ma va richiesta entro 15 giorni documentando date e orari del disservizio.

Lo SLA non è un'assicurazione: ti restituisce una parte del canone, non i mancati incassi. Se il sito è critico per il lavoro, conta di più come il provider previene e gestisce i guasti che il rimborso che ti darà dopo.

Le esclusioni da leggere prima di firmare

Gli SLA dei provider del confronto escludono quasi sempre le stesse situazioni. Hostinger esclude manutenzione programmata, attacchi DDoS e down causati dall'utente. Register.it esclude manutenzione ordinaria comunicata e straordinaria, attacchi di terzi, errori del cliente, forza maggiore e guasti della rete internet fuori dal suo perimetro. In pratica, un attacco o un plugin difettoso che manda giù il sito non danno diritto a nulla. Leggi sempre:

  1. se lo SLA copre il prodotto che compri o solo i server;
  2. la soglia oltre la quale scatta la compensazione;
  3. la forma del rimborso: denaro, credito, giorni di servizio;
  4. il termine e il modo per chiederlo (ticket, prove, orari).

Come verificare l'uptime da solo

Il provider misura l'uptime dai suoi sistemi; tu puoi misurarlo dal punto di vista dei visitatori. Un servizio di monitoraggio esterno controlla il sito a intervalli regolari e ti avvisa quando non risponde, creando anche lo storico che ti serve per chiedere un credito. Alcuni provider pubblicano una pagina di stato con gli incidenti: Hostinger dichiara di farlo. Ricorda però che molti down non dipendono dal server: un certificato scaduto, un dominio non rinnovato o un errore di WordPress fermano il sito anche con l'hosting al 100%. Su questi punti aiutano le guide sul certificato SSL e sulla velocità dell'hosting.

Quanto pesare l'uptime nella scelta

Tra provider seri le promesse di uptime sono simili, quasi sempre tra il 99,9% e il 99,99%, e da sole non bastano a scegliere. Più utile guardare se esiste uno SLA scritto, cosa rimborsa, e che cosa succede quando qualcosa va storto: backup recenti e ripristino rapido limitano i danni molto più di un credito. Per questo, accanto all'uptime, vale la pena leggere la guida sul backup dell'hosting e, per il quadro generale, quella su come scegliere un hosting. Le classifiche del sito, dalla pagina del miglior hosting in giù, non usano l'uptime dichiarato come criterio, proprio perché non è un dato confrontabile tra provider.

Domande frequenti

Quanto down ammette un uptime del 99,9%?
Circa 43 minuti in un mese di 30 giorni e circa 8 ore e 46 minuti in un anno. Con il 99,99% si scende a circa 4 minuti al mese e 53 all'anno.
Che differenza c'è tra uptime dichiarato e SLA?
L'uptime in un banner è una promessa commerciale. Lo SLA è un impegno contrattuale che dice quale livello è garantito e cosa ricevi se non viene rispettato.
Se il sito va giù ho diritto a un rimborso?
Solo se lo SLA lo prevede e il down supera la soglia garantita, escluse le cause elencate. Di solito ricevi un credito su una parte del canone, da chiedere entro un termine preciso.
Quali down non sono coperti dallo SLA?
In genere manutenzioni programmate, attacchi DDoS o di terzi, errori del cliente, forza maggiore e problemi della rete internet esterna al provider.
Un uptime più alto vuol dire hosting migliore?
Non necessariamente. Tra provider affidabili le cifre sono simili; contano di più lo SLA scritto, i backup e la velocità con cui il provider risolve i guasti.