Aggiornato il 11 ottobre 2026

Come trasferire un sito WordPress su un nuovo hosting senza restare offline

Per trasferire un sito WordPress fai un backup completo, copi file e database sul nuovo hosting (a mano, con un plugin o con la migrazione gratuita del provider), lo provi prima di cambiare i DNS e spegni il vecchio servizio solo quando sito ed email funzionano.

Trasferire un sitoBackup dell'hostingCertificato SSLConfigurare l'email con dominioScegliere un dominio

Prima di iniziare: cosa sposti davvero

Un sito è fatto di tre pezzi che vivono in posti diversi: i file (per WordPress temi, plugin, immagini caricate e il file wp-config.php), il database con articoli, pagine, utenti e impostazioni, e il dominio con i suoi DNS, che decidono dove puntano il sito e la posta. A questi si aggiunge spesso un quarto pezzo che molti dimenticano: le caselle email ospitate sul vecchio hosting. Una migrazione hosting riuscita sposta i primi due, verifica che funzionino e solo alla fine cambia il terzo, senza perdere il quarto.

Cambiare hosting non obbliga a cambiare registrar: il dominio può restare dove si trova, basta aggiornare i DNS. Se vuoi spostare anche il dominio, è un'operazione separata che trovi spiegata nella pagina su come registrare e trasferire un dominio.

Checklist della migrazione in 8 passaggi

  1. Fai un backup completo di file e database, e scaricalo sul tuo computer. Non affidarti solo alle copie del vecchio provider: quando disdici, spariscono insieme all'account.
  2. Attiva il nuovo hosting senza toccare ancora il dominio. Controlla che versione PHP e database siano compatibili con il tuo sito.
  3. Copia file e database con uno dei metodi descritti sotto: migrazione del provider, plugin o a mano.
  4. Prova il sito sul nuovo server prima che sia pubblico: pagine, moduli di contatto, login, carrello se hai un negozio.
  5. Ricrea le caselle email sul nuovo servizio e, se serve, importa i messaggi.
  6. Cambia i DNS (record A o nameserver) e aspetta la propagazione.
  7. Verifica SSL e HTTPS sul nuovo hosting appena il dominio punta lì.
  8. Disdici il vecchio servizio solo dopo qualche giorno senza problemi, e dopo aver scaricato un ultimo backup.

Tre modi per copiare il sito

1. La migrazione del nuovo provider

È la strada più comoda, perché molti provider la includono nel prezzo. Le formule però non sono uguali: alcuni fanno tutto con il loro team, altri ti danno uno strumento e ti lasciano fare. Ecco cosa dichiarano i provider che confrontiamo:

ProviderCosa dichiaraLimiti indicati
Hostingermigrazione gratuita dei siti WordPress e open sourceinclusa nei piani hosting e WordPress
SiteGroundmigrazione gratuita con il plugin WordPress Migratorriguarda i siti WordPress
Register.itmigrazione WordPress gratuita eseguita a mano dal teamsolo da siti WordPress
Keliwebmigrazione assistita gratuitasu tutti i piani Linux
Serverplanmigrazione gratuita con tool 1 click, sui WordPress gestita dal teamsul piano Starterkit solo migrazione autonoma
NetsonsWebsite Transfer e Mail Transfer dal pannello, più aiuto del teamself-service con assistenza
Arubaplugin Aruba WordPress Migration Tool; trasferimento gratuito sui piani WordPress gestitiil plugin riguarda WordPress
Cloudwaysmigrazione gratuita dei siti WordPress e WooCommerceper altri CMS gratis solo la prima

Dati dalle pagine ufficiali, lette l'11.10.2026. Hostinger aggiunge che l'85% delle sue migrazioni si chiude in meno di 5 minuti: è una cifra del provider, non una misura indipendente. Prima di comprare chiedi sempre al supporto se la migrazione copre anche database, sottodomini e caselle email, perché spesso riguarda solo il sito.

2. Un plugin di migrazione

Per WordPress esistono plugin che impacchettano file e database in un unico archivio da importare sul nuovo hosting, con un'installazione WordPress pulita. Sono comodi per siti piccoli e medi; sui siti grandi possono scontrarsi con i limiti di upload o di tempo di esecuzione del server. Alcuni provider hanno un plugin proprio, come WordPress Migrator di SiteGround o il Migration Tool di Aruba.

3. A mano: FTP e phpMyAdmin

Il metodo classico funziona con qualsiasi CMS. Scarichi la cartella del sito via FTP o SFTP, esporti il database da phpMyAdmin, crei un database vuoto sul nuovo hosting, carichi file ed export, poi aggiorni nel file di configurazione (per WordPress wp-config.php) nome del database, utente, password e host. È più lento, ma ti lascia il controllo completo e funziona anche quando i plugin si bloccano.

Testare il sito prima di cambiare i DNS

Il passaggio che evita il fermo è vedere il sito sul nuovo server mentre il pubblico continua a usare il vecchio. Ci sono due modi. Alcuni pannelli offrono un indirizzo temporaneo o un'anteprima. In alternativa puoi modificare il file hosts del tuo computer, associando il dominio all'IP del nuovo server: solo tu vedrai la nuova versione. Netsons, per esempio, descrive proprio questo flusso: copi file e database, verifichi il risultato e solo dopo aggiorni i collegamenti al nuovo hosting.

Cosa controllare durante il test:

  • home page, articoli, immagini e menu senza errori;
  • moduli di contatto e invio delle email dal sito;
  • accesso all'area di amministrazione;
  • pagamenti e carrello, se hai un e-commerce (per i negozi vale anche la guida all'hosting e-commerce);
  • permalink e reindirizzamenti.

Cambiare i DNS e gestire la propagazione

Quando il test è superato hai due opzioni. Puoi cambiare i nameserver e puntarli a quelli del nuovo provider: è la scelta più semplice, ma tutta la zona DNS passa al nuovo pannello, quindi devi ricreare lì anche i record della posta e di eventuali servizi esterni. Oppure puoi modificare solo il record A (e il CNAME del www) lasciando i nameserver dove sono: tocchi meno cose e la posta resta com'è.

La modifica non arriva a tutti nello stesso momento: i server DNS tengono in memoria i vecchi valori per il tempo indicato dal TTL, quindi per alcune ore una parte dei visitatori vede ancora il vecchio sito. Un trucco utile è abbassare il TTL del record un giorno prima della migrazione. In questa finestra evita di pubblicare contenuti o ricevere ordini, oppure sospendi le modifiche sul vecchio sito, altrimenti rischi di perderli.

Email, SSL e altri dettagli che si rompono

Posta. Se le caselle erano sul vecchio hosting, ricreale con gli stessi indirizzi, importa i messaggi e aggiorna i record MX solo quando sei pronto. Netsons offre Mail Transfer per copiare messaggi e cartelle, e Hostinger ha uno strumento di importazione nei piani Hostinger Mail. Tutti i passaggi sono nella guida per configurare l'email con il tuo dominio; se la posta è il servizio più critico, valuta un hosting email separato dal sito.

SSL. Il certificato gratuito di solito si attiva solo quando il dominio punta già al nuovo server, quindi per qualche ora potresti vedere un avviso di sicurezza. Tutti i provider del nostro confronto dichiarano un SSL gratuito; i dettagli sono nella guida sul certificato SSL.

Cron, cache e CDN. Ricrea le operazioni pianificate, svuota la cache e aggiorna eventuali CDN che puntavano al vecchio IP.

Spegnere il vecchio hosting senza perdere nulla

Lascia attivo il vecchio servizio per qualche giorno dopo il cambio dei DNS, così puoi recuperare email arrivate in ritardo o file dimenticati. Prima della disdetta scarica un ultimo backup completo e controlla la data di rinnovo: molti contratti si rinnovano in automatico. Ricorda che anche il nuovo hosting ha un prezzo promozionale che sale al rinnovo, come spiega la guida al prezzo di rinnovo. Se stai ancora scegliendo dove andare, il punto di partenza è la classifica del miglior hosting WordPress o l'elenco degli hosting gestiti, dove la migrazione è spesso inclusa.

Regola d'oro: il vecchio hosting si disdice per ultimo. Finché è attivo, ogni errore è reversibile.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per trasferire un sito WordPress?
La copia di un sito piccolo può richiedere pochi minuti con un plugin o la migrazione del provider. A questo si aggiungono il test e la propagazione dei DNS, che può durare alcune ore.
Il sito va offline durante la migrazione hosting?
No, se segui l'ordine giusto: copi e provi il sito sul nuovo server mentre il vecchio resta online, poi cambi i DNS. I due server rispondono in parallelo finché la propagazione non è finita.
Quali provider offrono la migrazione gratuita?
Tra quelli confrontati la dichiarano Hostinger, SiteGround, Register.it (solo WordPress), Keliweb, Serverplan (non sul piano Starterkit), Netsons, Aruba sui piani gestiti e Cloudways.
Devo trasferire anche il dominio quando cambio hosting?
No. Il dominio può restare presso il registrar attuale: basta far puntare i DNS al nuovo hosting.
Cosa succede alle email quando cambio hosting?
Se le caselle erano sul vecchio hosting vanno ricreate e i messaggi importati. Aggiorna i record MX solo quando le nuove caselle sono pronte.