Cosa è un hosting, in parole semplici
Un sito web è un insieme di file (pagine, immagini, codice) e spesso un database. Perché qualcuno possa aprirlo deve stare su un computer acceso giorno e notte, con una connessione veloce e un indirizzo raggiungibile da tutto il mondo. Quel computer si chiama server, e l'hosting è l'affitto di uno spazio su un server gestito da un provider. Tenere un server in ufficio è possibile, ma vorrebbe dire occuparsi di corrente, connessione, raffreddamento, aggiornamenti e sicurezza: con l'hosting tutto questo lo fa il provider, e tu paghi un canone.
L'analogia più usata è quella della casa. Il dominio (come tuosito.it) è l'indirizzo, l'hosting è il terreno su cui sta la casa, il sito è la casa stessa. Puoi cambiare terreno senza cambiare indirizzo, ed è proprio quello che succede quando sposti un sito da un provider all'altro.
Come funziona: server, dominio e DNS
Quando qualcuno scrive il tuo dominio nel browser, succedono tre cose in pochi istanti:
- Il browser chiede ai DNS dove si trova il sito. Il DNS è una specie di rubrica di internet: traduce il nome di dominio nell'indirizzo IP del server che ospita i file.
- Il browser contatta quel server. Il server riceve la richiesta, esegue il codice del sito (per esempio PHP per WordPress), legge il database se serve e prepara la pagina.
- La pagina torna al visitatore. Con il certificato SSL attivo la connessione è cifrata e nella barra compare il lucchetto.
Dominio e hosting sono quindi due servizi diversi, anche se spesso li compri insieme. Il dominio si registra per un anno alla volta e va rinnovato; l'hosting è il servizio che lo rende "vivo". Molti provider includono il dominio gratis, ma di solito solo il primo anno: come funziona la registrazione e cosa controllare lo trovi nella pagina su come registrare un dominio.
I tipi di hosting
Non tutti gli hosting sono uguali. Cambia quante risorse hai a disposizione, quanto devi gestire da solo e, naturalmente, il prezzo. Le formule principali sono quattro:
- Hosting condiviso. Il tuo sito sta su un server insieme a quelli di altri clienti, e le risorse sono divise. Costa poco e il provider gestisce tutto. È la scelta tipica per siti vetrina e blog: vedi il confronto dei piani di hosting condiviso.
- VPS. Un server virtuale con vCPU, RAM e disco riservati e accesso root. Più potenza e libertà, ma sistema operativo e aggiornamenti sono quasi sempre compito tuo. I piani sono nella pagina sui server VPS.
- Cloud. Un termine usato in modi diversi: per alcuni provider è un hosting gestito con più risorse, per altri un server virtuale a ore. La pagina sull'hosting cloud spiega le differenze.
- Server dedicato. Una macchina fisica intera solo per te. Serve per progetti grandi o software particolari: trovi le offerte nella pagina sul server dedicato.
Accanto a questi ci sono piani pensati per un uso preciso: l'hosting WordPress, con installazione automatica e strumenti dedicati, e l'hosting WordPress gestito, dove il provider si occupa anche di aggiornamenti e backup. Le differenze tra le quattro formule base, con una tabella completa, sono nella guida condiviso, VPS, cloud o dedicato.
Cosa include un piano di hosting
Ogni piano è un pacchetto di risorse e servizi. Leggendo una scheda tariffaria, queste sono le voci da riconoscere:
| Voce | Cosa significa | Cosa controllare |
|---|---|---|
| Spazio disco | Quanto pesano file, database ed email che puoi tenere | Se è SSD o NVMe e se "illimitato" ha limiti di fair use |
| CPU e RAM | La potenza di calcolo assegnata al sito | Molti piani condivisi non la dichiarano; alcuni sì, come Hostinger e Keliweb |
| Numero di siti | Quanti domini puoi ospitare nello stesso piano | Diversi piani base ne ammettono uno solo |
| Certificato SSL | La connessione cifrata (https) | Ormai quasi sempre incluso gratis |
| Caselle con il tuo dominio | Se sono incluse per sempre o solo il primo anno | |
| Backup | Copie del sito per tornare indietro dopo un errore | Frequenza e per quanti giorni vengono conservate |
| Pannello | Lo strumento per gestire sito, email e database | cPanel, Plesk o pannello proprietario |
| Assistenza | Chat, ticket o telefono | Orari e se rispondono in italiano |
Le differenze tra provider sono concrete. Sul backup, per esempio, il piano Premium di Hostinger ha copie settimanali, mentre Register.it dichiara ripristino fino a 28 giorni sul Web Hosting Linux e OVHcloud fino a 30 giorni sul web hosting. Sul pannello, Netsons e Serverplan usano cPanel, Hostinger il suo hPanel, SiteGround il suo Site Tools.
Quanto costa un hosting
Il prezzo dipende dal tipo di hosting, ma anche da un dettaglio che la vetrina tende a nascondere: quasi tutti i provider mostrano un prezzo promozionale per il primo periodo e poi rinnovano a listino. Queste sono le fasce che risultano dai piani pubblicati dai provider del nostro confronto, al mese e IVA esclusa:
| Tipo | Piani d'ingresso | Note |
|---|---|---|
| Condiviso | da meno di 1 € a 3-5 € il primo periodo | al rinnovo da 2-3 € fino a 12-20 € sul piano base |
| WordPress | da meno di 1 € a 3-5 € il primo periodo | spesso stessi prezzi del condiviso |
| VPS | tra 2 e 6 € | i VPS gestiti costano molto di più |
| Cloud | da 5-8 € a oltre 50 € | dipende da cosa il provider chiama "cloud" |
| Dedicato | da 30-50 € a oltre 100 € | a volte con costo di setup una tantum |
Due regole valgono per tutti. La prima: i prezzi sono quasi sempre IVA esclusa, quindi da privato aggiungi il 22%. La seconda: guarda il rinnovo, non la promo. Sul piano base di SiteGround il rinnovo è oltre cinque volte il prezzo d'ingresso, mentre Hetzner applica lo stesso prezzo dal primo mese. Come confrontare le offerte nel tempo lo spiega la pagina sull'hosting economico, che ordina i piani per costo medio in 3 anni.
Esiste anche l'hosting gratis, ma tra i provider del confronto o è legato a un dominio a pagamento o dura 12 mesi. Cosa offre davvero è nella pagina sull'hosting gratuito.
Come scegliere il primo hosting
Per un sito nuovo la strada più semplice è quasi sempre un hosting condiviso o un piano WordPress: costa poco, non richiede competenze tecniche e puoi passare a un piano più grande quando serve. Prima di ordinare controlla almeno tre cose: il prezzo di rinnovo, dove sono i datacenter (in Italia o in Europa, se ti importa per i tuoi clienti) e quanti giorni di backup puoi recuperare. La lista completa dei controlli, punto per punto, è nella guida su come scegliere un hosting, mentre la classifica dei provider con i criteri pubblici è nella pagina sul miglior hosting.